Agriturismo "Castello di Catabbiaccio"
Home Chi siamo Prezzi Info E-mail

 

Il Castello

LA STORIA DEL CASTELLO

Il nucleo più antico è la “Fattoria”, di cui lo sperone che volge a tramontana è di origine medioevale; ne è testimone la cantina, ora taverna, con arco a mezzo sesto del 1200.
Nel volume “Torri e Castelli della provincia di Grosseto”, si scrive che Catabbiaccio, alle origini, fosse stata l’ultima roccaforte Aldobrandesca, prima di essere conquistata nel 1216 dagli Orsini di Pitigliano, che ne tennero il possesso fino al 1416, quando passò sotto il dominio di Siena.
Nel 1481 Catabbiaccio passò alla Curia Vescovile di Sovana dopo una lunga contesa con la comunità di Saturnia e si tramanda che nel Castello soggiornò anche Ildebrando di Soana, divenuto poi Papa Gregorio VII.
Alla fine del 1800 il Castello di Catabbiaccio venne acquistato da Domenico Tonielli, segretario della Curia Vescovile di Pitigliano, di cui si possono leggere le iniziali sul portone del salone, anch’esso originale del 1200, con arco a mezzo sesto e pareti in pietra.
Nel 1926 l’azienda agricola con il Castello venne acquistata da Giulio Forani ed ancora oggi è di proprietà degli eredi, Santarelli Forani.

LEGGENDE SUL CASTELLO

Nel libro “Leggende della Maremma e della Tuscia” di Alfio Cavoli, ne vengono segnalate due su questo luogo.
La prima è “La gazza ladra di Catabbiaccio”, in cui si narra che un vescovo, forse Ildebrando di Soana, mise l’anello prezioso sul davanzale della finestra ed una gazza ladra lo prese e se ne volò via. Allora, dopo inutili e vane preghiere, Ildebrando maledisse tutte le gazze e pregò che per cento lunghi anni non volassero più sul Colle di Catabbiaccio. Sembra che solo da pochi decenni le gazze si siano prese la rivincita e ne volano tantissime, creando danni anche all’agricoltura.
La seconda leggenda è “La madonnina del diavolo”, un cui si parla di una nobile famiglia, forse gli Aldobrandeschi, scacciati dai briganti dalla loro dimora di Catabbiaccio. Dopo vane preghiere al Signore, chiesero aiuto al Diavolo che mise una Madonnina davanti alla porta ed ogni brigante che la baciava cadeva morto. Così la famiglia riprese il possesso del Castello, ma tale fu la paura che il sortilegio potesse toccare anche loro, che nascosero la Madonnina in profondità sotto la grande quercia, che svetta tuttora a mezzogiorno del Castello.

 

Foto gallery

I Casali

La Vacanza

 
Link